
Andrea Rivera convince chiunque abbia fatto anche solo una volta la sua conoscenza. Dal passante in cerca di qualcosa da bere che lo ha incontrato per le strade di Trastevere, il quartiere romano, a chi è solito sintonizzare il televisore domenica sera su Raitre, per la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”. Comico, cantante, autore di stornelli, giornalista citofonico… ma Andrea Rivera cosa fa veramente nella vita? Dice di sè: “Quello che definisce meglio la mia attività è il termine teatrocanzone, un blob di comicità e musicalità. È questo che io faccio per vivere e i “citofoni” sono in parte uno strumento necessario all’artista per farsi conoscere, per lavorare poi sul teatro. Da ragazzino passavo pomeriggi interi a citofonare a caso alle persone e a prendere in giro chi mi rispondeva. Devo dire che poi è anche un ottimo escamotage per evitare la trafila delle liberatorie necessarie all’utilizzo di un’intervista. In qualche modo è uno specchio segreto – per citare Nanni Loy – molto cinico, che rende sia me, l’intervistatore, che chi risponde più libero e senza impedimenti”.
“Nonostante io abbia collezionato ventisette denunce per disturbo della “mente” pubblica e abbia ormai una fedina penale più sporca di quella di Previti – purtroppo i miei reati non cascano in prescrizione: è il bello dell’Italia di oggi – non ho mai smesso di andare per strada. Mi permette di mantenere il contatto reale con la gente e con me stesso. Il posto che scelgo è sempre lo stesso: mi metto davanti al Bar del Cinque (quartiere Trastevere, ndr) in un crocevia di strade e passanti, mi confronto con la gente e testo le mie battute”
E dopo tre anni passati a fare l’artista di strada, denunciando tutto quello che non leggiamo sui giornali perchè “scritto in trafiletti laterali troppo piccoli”, e analizzando le mode dei passanti annoiati dal solito sabato sera, cercando così un nuovo modo di comunicare, Andrea Rivera ha ricevuto quest’anno, il prestigioso riconoscimento del Festival dedicato a Giorgio Gaber e ha scritto e interpretato la sigla finale di “Parla con me” di Serena Dandini.