Archivio per la categoria ‘ARTE’

Capri Art Film FEstival

Aprile 3, 2008

locandina festival

L’Associazione Capri Film Festival, composta da giovani isolani e non, nasce allo scopo di promuovere sul territorio occasioni di confronto collettivo, utilizzando gli strumenti del cinema e, più in generale, dell’arte. In quest’ottica, si pone anche l’edizione 2008 del Capri Art Film Festival, una kermesse filmica e fotografica che vuole essere un momento nel quale, riagganciandosi al filo conduttore della prima edizione, si possa innanzitutto dialogare e discutere, con la profonda convinzione che l’arte e le parole siano oggi le armi più immediate e, probabilmente, più opportune per sensibilizzare la società – ed, in specie, le giovani generazioni – sui temi più annosi della nostra quotidianità. Anche nella seconda edizione del Capri Art Film Festival, quindi, le immagini ed i suoni saranno i propulsori di un grande momento di riflessione e, si spera, di crescita collettiva.

Il Tema – La diversità

Anche per questa seconda edizione il filo conduttore del Festival sarà rappresentato dal tema “La diversità”, affrontata nell’ottica: “Accettare la diversità, per far crescere la società”. Omosessuale, povero, extracomunitario, analfabeta, disabile. Sono solo vocaboli che null’altro che attengono se non ad una condizione dell’uomo, anche se comunemente utilizzati nelle loro accezioni più dispregiative. Sì perchè la diversità stanca, infastidisce, spesso spaventa. Specie in una società come la nostra che troppo spesso non sa cosa sia il dialogo. Da Capri riparte il viaggio di chi crede che arte e piccoli momenti di riflessione possano contribuire a rifuggire da ogni luogo comune ed a far comprendere che, attraverso la conoscenza e la condivisione di idee, ogni diversità può essere una forza, e non un limite, della società.

L’AEROSOL-ART DI SANDRO ZENOK

Marzo 14, 2008

un’opera di ZENOK

un’opera di ZENOK

Per un mese il Caffè Letterario ospita uno dei maggiori esponenti dell’aerosol-art in Italia: Sandro Zenok. Dai primi anni novanta ad oggi, Sandro Zenok partecipa ad eventi e manifestazioni di importanza nazionale, con numerose esibizioni dal vivo e apparizioni su riviste specializzate. Nel 2004 realizza le prime opere su tela con la tecnica dello spray per l’evento internazionale “Airbrush 2004″ tenutosi a Milano.
Quella di Sandro Zenok, è una pittura molto sopra le righe, caratterizzata da una particolarissima sensibilità cromatica che rende difficile una sua catalogazione critica definitiva. Se la sua formazione è da rintracciarsi nell’ambito della Aerosol art, è indubbio che, negli ultimi lavori di Zenok, di questa esperienza si conservi essenzialmente la firma e la tecnica, operando una sorta di ripiegamento e di “chiusura” su di sé, spostando la ricerca dal macro-segno grafico sul muro al micro-segno figurativo sulla tela. Lavorando, ma non esclusivamente, attorno al corpo femminile, l’artista talvolta reperisce nuove figure da inserire nella galleria delle sue creazioni, che esprimono, al di là di una ricercata e al contempo-spontanea deformità dei volti, una vibrante e spudorata sensualità. Nella sua ultima produzione, “Brigitte mie”, ogni quadro vede una donna che trionfa: esibita-disinibita, incantata-disincantata, mai naturale perché ripensata artificialmente, una suggestione filtrata dalla inesauribile fantasia di Sandro Zenok che affida al colore dei sui spray la sua personalissima forma di ribellione e di libertà. (testo di Katia Olivieri)
Ingresso libero. Ogni giorno dalle 19.30 alle 2.00

“Corrispondenze di frontiera”- “Cavál-cávia”

Marzo 3, 2008

locandina “Cavàl Càvia”

Presso il Centro Hurtado (Viale della Resistenza, Polo Artigianale – Scampia, Napoli), per il ciclo “Corrispondenze di frontiera”, a cura di Pina Capobianco e Stefano Taccone, si inaugura “Cavál-cávia”, personale di Giacomo Faiella, sesto degli otto artisti chiamati a turno ad elevare il contesto storico, politico, sociale ed economico in cui si trovano ad operare a materia prima del loro lavoro. La mostra resterà aperta fino al 29 marzo ed osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato 9:00 – 13:00 mattina/16:00 – 20:00 pomeriggio.

L’iniziativa rientra nel progetto “Costruiamoci un orizzonte”, che ha come promotrice e finanziatrice la Fondazione Vodafone Italia congiuntamente alla Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli e la Compagnia di Gesù con il Centro Hurtado.

Il concetto di “frontiera” è definibile come limite che separa due ambiti distinti. Il territorio di Scampia, estrema periferia nord di Napoli costantemente sospesa tra legalità ed illegalità, tra le buone pratiche di vita sociale ed il totale disadattamento, luogo del vuoto e del pericolo,ma anche spazio per l’agire collettivo, costituisce una tipica “zona di frontiera”.

Giacomo Faiella evidenzia con il suo lavoro, in linea con il pensiero patafisico di cui si dichiara adepto, il carattere convenzionale di tutti i sistemi umani, additandone le eccezioni in grado di decostruirli. Negli ultimi tempi il suo interesse è particolarmente rivolto al sistema dell’economia. La scorsa primavera, in occasione del 1° Raduno Patafisico Partenopeo, ha infatti presentato l’Opificio di Economia Potenziale (OPECOPO), un laboratorio in cui si sperimentano tutte le forme di economia possibili ed impossibili. Con la presente mostra Giacomo rileva le analogie tra sistema metrico-decimale e sistema monetario, concetto efficacemente sintetizzato da una frase del poeta americano Ezra Pound: «Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri». Ma se i chilometri ci appaiono infiniti perché il denaro risulta sempre troppo poco?

Giacomo Faiella (Napoli, 1970), vive e lavora a Napoli

LINEE, BULLONI, FOGLI, MAMMUTH

Marzo 1, 2008

una foto dell’esposizione

Provate per un attimo a guardare dove mettete i piedi e scoprirete mille e più segni,
tracce lasciate da qualcuno mille anni fa o appena l’altro ieri

Da sabato 23 febbraio (inaugurazione alle ore 19.00) a domenica 16 marzo le Manifatture Knos di Lecce ospitano “Linee, bulloni, fogli, mammuth” mostra dell’architetto brindisino Azzurra Cecchini a cura di Maurizio Buttazzo, nata dall’interazione con il Knos e i suoi “abitanti”.

La mostra è partita dai disegni che giocano sulla linea e raccontano cose molte semplici: case, incontri, abbracci, volti, dialoghi, pensieri e parole. Le linee hanno incontrato il materiale e si sono trasformate in oggetto. Nella costruzione delle installazioni nulla è progettuale, tutto è molto istintivo e frutto della fantasia, proprio come un gioco.

Gli oggetti utilizzati sono tutti di riciclati trovati o arrivati nel Knos. Oggetti di ferro, pezze, stracci, porta lampadine, fusibili, fili elettrici, stoffa per vela, punte di trapano, chiavi, ingranaggi, mammuth, bulloni, viti, dadi, lime, martelli.

Oltre alle installazioni saranno realizzate dieci copie di quaderni di illustrazioni realizzate a mano, le prime dieci produzioni Manifatture Knos.

Azzurra Cecchini, nata a Brindisi, è un architetto ventinovenne che ama disegnare anziché scrivere. Ha studiato in Italia, Germania e Olanda. È da sempre attratta dal pavimento e dalle linee. Ha realizzato, insieme al fratello designer Michele, il progetto Smarrimento Kit. Ha firmato tre cortometraggi inseriti nella collettiva Fight for beauty che ha partecipato agli eventi collaterali della Biennale di Venezia nel 2007.

Ma chi ha detto che è più bello il mondo visto con il naso all’insù?

Provate per un attimo a guardare dove mettete i piedi e scoprirete mille e più segni, tracce lasciate da qualcuno mille anni fa o appena l’altro ieri. Ecologica, questa land art in miniatura prende da dove altri hanno abbandonato. Ha un tratto leggero quando sceglie il foglio e posa i suoi appunti sulle sedie, li regala a chi passa, come fosse un sorriso. È leggera come i suoi aquiloni progettati per volare basso, per correre a perdifiato.

O se vuoi può essere la trama di una sciarpa che solo un gigante può indossare, il gioco lungo un giorno a costruire e disfare solo per il gusto di riprendere tutto, di invitare a fermarsi solo cinque minuti. Non è solitaria ma si lascia influenzare, coinvolge, è collettiva in qualche modo.

È tante cose ma solo al Knos poteva nascere, perché a questo posto è dedicata.

Immaginarla vista dall’alto è pensare alle costellazioni, alle galassie, da vicino è un immaginario che distrae, si ingarbuglia e alla fine trova forma, un piccolo mondo dove muoversi in punta di piedi. Il materiale è lo spunto, il suo nuovo contesto l’opera, il tutto è il racconto di giorni trascorsi a cambiare continuazione punto di vista, la scoperta. Ecco che l’idea, fissata su quaderni per non scappare cacciata dai nuovi sogni, scopre la sua terza dimensione.

Chi ha detto che l’arte non possa essere una grande stanza dei giochi per chi non vuole dimenticare di essere anche un bambino?
Osvaldo Piliego

ARTEcontemporaneamodernaROMA

Febbraio 29, 2008

locandina evento
ARTEcontemporaneamodernaROMA è una fiera “’fuori dagli schemi”’, esuberante, fresca
ed innovativa, che siposiziona come la più audace Mostra Mercato dell’’arte in Italia con
gallerie storiche, giovani, e giovanissime, con arte moderna e contemporanea, e con un
importante programma di Eventi.
L’insieme sarà una celebrazione dell’arte in tutte le sue modalità, che andrà oltre le
prospettive dell’immaginario collettivo. Oltre alle 50 gallerie italiane e straniere con stand,
ARTEcontemporaneamodernaROMA avrà al suo interno Open Space Under 35, una
sezione dedicata agli artisti emergenti sotto i 35 anni che presenteranno installazioni, dipinti, sculture, video, ecc. in uno spazio aperto.
Non mancherà la presenza di artisti di fama internazionale. Clegg and Guttmann
presenteranno alcune importanti opere, tra cui un installazione lunga 7 metri.
Ci sarà Hotel Poooop, una mostra curata da Gianluca Marziani, che raduna i più
significativi artisti hyper-pop degli ultimi anni.
Freschi dal Festival Performa di New York, Marie Cool e Fabio Balducci faranno
una performance continua per l’ intera durata della Fiera.
Il pitture romano Innocenzo Odescalchi presenterà dipinti in un’installazione appositamente
costruita.
La fotografa Jeannette Montgomery Barron sarà presente con fotografie
in bianco e nero che documentano il mondo culturale New Yorkese degli ultimi 20 anni.
Lo scultore, Paolo Maione, mostrerà una delle sue fantasiose opere in ceramica alta 180 cm.
L’artista californiano, Maynard Monrow, creerà una situazione interattiva con il pubblico.
Con On Site si sfrutterà il magnifico piazzale all’esterno del Palazzo per esporre
due installazioni di giovani artistimolto diversi, uno dal mondo post-grafitti e l’’altro neo-concettuale.

Me and you

Febbraio 24, 2008

 opera “espressione”

opera “perfect”

Personale di Dario Molinaro e Raffaele Siniscalco

La  capacità di celare se stessi dietro tratti decisi e colori ben calibrati è l’elemento che accomuna Dario Molinaro e Raffaele Siniscalco, i due ragazzi classe ‘85 che, dopo una prima esperienza Tranese, decidono nuovamente di “incontrarsi” per lavorare alla realizzazione di un’esposizione; esposizione accattivante sia dal punto dei vista dello stile che dei contenuti.
Elemento principe e caratterizzante la loro collaborazione è l’incontro tra pittura e digital-art.

Dario ama confondere l’osservatore; il suo gioco è un continuo e fecondo stuzzicare, uno scuotere le spalle di chi guarda per renderlo protagonista stesso dell’opera.
Decise e schizofreniche pennellate celano, istintive, i volti dei suoi personaggi, ne graffiano i corpi, nascondono dei tratti per portarne inevitabilmente alla luce altri.
Questo è il suo gioco.

Quello di Raffaele si chiama “ImmaginEparole”.
Le sue grafiche, i suoi disegni, sono accompagnati e supportati dalla presenza di testi che non fungono da semplice cornice all’opera, ma son veri e propri elementi fondanti il senso dell’immagine stessa.
Amori, sogni, riflessioni, lacrime, sono solo alcuni dei protagonisti descritti da Raffaele attraverso semplici tratti e malinconiche parole.

Un’immersione all’interno delle più variegate sfaccettature della vita di ogni giorno, attraverso l’incontro con personaggi e luoghi da uno strano retrogusto onirico, è ciò che aspetta coloro i quali si appresteranno alla visione di tale esposizione.

Andrea Renzini – Test zelf uw pantone!

Febbraio 21, 2008

una foto dell’esposizione

Andrea Renzini deriva. Deriva la pittura, il colore, il suono, l’odore. Deriva l’happening, la performance, il concerto. Deriva il prodotto culturale, il valore espositivo, l’esperienza percettiva. Deriva e scardina, compone e ricompone, decritta, analizza, codifica e assembla piani linguistici, creandone a sua volta. Ma soprattutto ci invita alla prova. Test zelf uw pantone!

Il titolo dell’ultima mostra di Andrea Renzini, che inaugura il 18 gennaio alle 21:30 alla nt art gallery di Bologna, e’ una citazione e un omaggio al libro del famoso psicologo H.J.Eysenck -Check your own Q.I.-, edito nel 1973, del quale riprende in toto lo spirito. Renzini testa le declinazioni di uno strumento, ma non e’ sterile esperimento, semmai sensata creazione della possibilità come variabile e variante inesauribile. Ogni opera e’ pertanto il risultato di un test, l’invito all’esperienza attiva da parte del fruitore.
Il Pantone, protagonista e punto cardine della mostra, diviene feticcio e pretesto linguistico a 360°.

Da pennarello simbolo, oggetto must di piu’ generazioni di grafici, il Pantone si e’ evoluto nel tempo diventando egemone rappresentante di un codice cromatico universale, racchiudendo e schematizzando, all’interno e per mezzo del numero che lo contraddistingue, l’alfabeto, la lingua universale, la codificazione globale del colore e del sistema cromatico tonale. Renzini lo usa, lo esaurisce, lo uccide, lo rende vivo e della vita lo priva trasformandolo in energia concettualmente inesauribile, seppur soggetta alla degradazione entropica. Il Pantone, da strumento grafico diviene strumento musicale, da certezza cromatica si trasforma in incertezza poetica. Il pennarello Pantone assurge al ruolo di simbolo e pretesto di un’esperienza percettiva, ma soprattutto culturale, totale. La mostra si compone di quadri, disegni, installazioni video, performance sonore, vinili in edizione limitata e aggiunge ai contenuti visivi quelli sonori, odorosi e tattili. Esperienza multipla e moltiplicata, unica e rara, racchiude l’evoluzione del progetto artistico di Renzini dal 2005 ad oggi.

L’odore e’ colore? O e’ vero il contrario? Colore e odore sono aspetti inscindibili della stessa esperienza, spesso addirittura ingannevoli rispetto alla loro reciproca natura. Ogni opera equivale all’esecuzione di un test e ne rappresenta uno dei possibili risultati. La matematica, la casualità e le scienze umane rappresentano i contesti culturali in cui l’opera si esprime, sebbene tecnicamente essa si estrinsechi con i mezzi propri dell’arte. Ogni test e’ unico in quanto nasce dalla volontà di catalogare, razionalizzare e comprendere la diversità dell’umano scindendo le sue particolarità in unità modulari composte dalla domanda, standard e uguale per tutti, e dalla risposta, dissimile e soggettiva, di chi lo compila. Il test diviene pertanto il linguaggio, la base, lo spartito. Mentre la sua esecuzione risulta essere il testo, l’armonia, il jazz. L’opera rappresenta pertanto l’improvvisazione possibile con le 7 note, le 21 lettere dell’alfabeto, la tavolozza grafica del Pantone. Ogni opera racchiude lo stesso completo universo di un vetrino da laboratorio. Il grado zero del colore si trasforma in ingravescente grado sonoro, in rinascita performativa. L’energia in esso contenuta crea un’opera musicale nell’esperienza della sua durata.

Tre saranno le date in cui la possibilità cromatica diverrà musica. Renzini mischierà, confonderà e deriverà l’arte cromatica in arte sonora con la collaborazione di musicisti ed artisti, collaboratori preziosi che si presteranno alla sperimentazione.

Performance: 18 gennaio ore 22.00 Andrea Renzini e Stefano Passini_ consumed Pantone,
electronic treatments and percussion
Test special guests:
Federico Bernardi_sitar
Francesco Cavaliere_ wood box delay
Alessandro Meroli_flute and delay

25 gennaio ore 22.00 Andrea Renzini e Stefano Passini_ consumed Pantone,
electronic treatments and percussion
Test special guests:
Nicola Di Caprio_ drums treatments
Bartolomeo Migliore_ guitar distortion

22 febbraio ore 22.00 Andrea Renzini e Stefano Passini_ consumed Pantone,
electronic treatments and percussion
Test special guests:
Cuoghi & Corsello

“Boom!” – personale di Dario Molinaro

Febbraio 19, 2008

opera “il giocattolo”

Nell’ambito del progetto “Biblioteca a porte aperte”, promosso da Lineadarco e patrocinato dall’Assessorato alla Partecipazione con delega alla Biblioteca del Comune di San Giorgio a Cremano, verrà presentata la prima mostra del ciclo espositivo che verrà allestito presso le sale della Biblioteca Comunale sita in Villa Bruno.
Dario Molinaro artista foggiano classe ‘85 ha impostato la sua carriera andando alla ricerca dell’espressività e dell’emozione. Nelle sue opere è evidente una ricerca di tipo emozionale.
Gioca con il fruitore, quasi sfidandolo nel cercare la giusta interpretazione delle opere, assegnandole il ruolo di protagonista; sorprendenti e a volte ironiche non mancano di quel pizzico di scherno verso la società moderna. Decise e schizofreniche pennellate celano, istintive, i volti dei suoi personaggi, ne graffiano i corpi, nascondono dei tratti per portarne inevitabilmente alla luce altri.
Questo è il suo gioco.

Biblioteca del Comune di San Giorgio a Cremano, Villa Bruno
Via Cavalli di Bronzo, 20
80046 San Giorgio a Cremano
www.lineadarco.it
laboratoriocreativo@lineadarco.it
tel. 3387840178

Carl Andre

Febbraio 18, 2008

locandina mostra

La Galleria Alfonso Artiaco e’ lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra personale di Carl Andre il 2 febbraio 2008 alle ore 19.30, in presenza dell’artista. Carl Andre torna alla galleria Alfonso Artiaco dopo le tre esposizioni del 1995, 1998, 2006 ed il suo contributo per la mostra Dedica 1986-2006 Vent’anni della Galleria Alfonso Artiaco al Pan di Napoli. Per lo spazio di Piazza dei Martiri l’artista realizza opere site-specific con materiali quali il rame e il ferro. Il rame e’ un materiale amato da Andre per la sua caratteristica della luminosità e la sua capacità di riflettere la luce mentre il secondo, il ferro, piu’ opaco e’ adottato dall’artista nell’ultimo periodo. I lavori sono costituiti da centinaia di piccole, sottili e identiche lastre (cm 1 x 10 x 10) disposte sul pavimento della galleria in schemi geometrici.

Carl Andre [1935, Quincy (MA)], considerato tra i cinque artisti principali della Minimal Art, inizio’ il suo lavoro di scultore negli anni Sessanta, con un interesse profondo verso la tradizione della scultura stessa e seguendo attentamente le produzioni artistiche di Constantin Brancusi e Frank Stella, con il quale condivise lo studio a New York per diverso tempo.

L’utilizzo di materiali prefabbricati, la disposizione per semplice giustapposizione di singoli elementi identici all’interno di ogni opera e la limitazione a forme elementari sono i principi che hanno caratterizzato il lavoro dell’artista americano negli anni Sessanta e che continuano ad essere validi anche per le opere attuali.

Con la presentazione dell’opera Lever nel 1966 all’esposizione -Primary Structures-, il suo intervento nello stesso anno alla Tibor de Nagy Gallery e la prima personale in Europa da Korad Fischer Gallery (Düsseldorf) nel 1967, Andre definisce un rapporto inequivocabile tra le sue sculture e il pavimento: i suoi materiali erano distesi sul pavimento senza alcun divieto di calpestarli, prendendo possesso dello spazio espositivo. I dettami della scultura moderna ritenuti essenziali fino a quel momento vengono messi in discussione: la scultura diviene priva di volume; i materiali non essendo rifiniti con saldatura e scalpellatura, diventano pura massa evidenziando le loro specificità e le loro proprietà fisiche di colore, capacità di riflettere la luce, consistenza e peso, e soprattutto privi di riferimenti simbolici o espressionisti. Con la rinuncia del volume e l’identicità delle singole unità costituenti l’opera, Andre supera, anche, il problema gerarchico della visione. Non c’e’ inizio, non c’e’ fine, nessuna direzione e’ privilegiata, tutto e’ allo stesso modo importante: la scultura diviene cosi’ -luogo-.

test

Febbraio 18, 2008