Archivio per la categoria ‘RECENSIONI’

AFF compie 13 anni e va su myspace..

Febbraio 22, 2008

Ariano Folkfestival

Inizia a muoversi, o meglio, già è in pieno fermento la macchina organizzativa dell’Ariano Folkfestival, rassegna indipendente di world music che già da ben 12 anni offre nel mese di agosto cinque giorni di buona world music con artisti di prim’ordine da ogni continente, tutto ovviamente aggratis! L’edizione 2008 promette tante novità, a detta degli organizzatori, che hanno voluto inaugurare il nuovo anno presentandoci la loro “isola” sull’infinito mare di Myspace. La pagina a noi è piaciuta molto, offre una carrellata di tutti gli ospiti delle edizioni passate, con i video delle varie serate ed una serie di informazioni utili per chi ancora non avesse avuto l’occasione di visitare la cittadina che ospita il festival, Ariano Irpino in Campania. In attesa di ricevere presto notizie su quella che sarà la lineup di quest’anno vi lasciamo alle note ed alle immagini di myspace.com/arianofolkfestival

Augusto de Luca braccato da IABO

Febbraio 12, 2008

foto IABO e il Cacciatore

Navigando nelle infinite acque di Myspace ci siamo felicemente imbattuti nelle pagine di due “loschi” individui che rispondono al nome di Augusto de Luca e IABO.

Per i non addetti ai lavori e per i più distratti, il primo è un noto fotografo partenopeo l’altro è un giovane artista, anche lui napoletano d.o.c. Insieme hanno dato vita ad un interessante progetto che ha come protagonisti assoluti nientepopodimeno che le opere dei più interessanti writers in attività sui muri della città di Napoli.

Quella che all’inizio sembrava un’operazione di “appropriazione indebita” ai danni degli ingnari “artisti di strada”, nata da un’intuizione di De Luca, detto per l’occasione ” Cacciatore di graffiti”, ha poi acquisito i tratti di una vera e propria “campagna di valorizzazione” di lavori che spesso finiscono indegnamente confusi con gli imbrattamenti tipici delle mura metropolitane. L’operazione ci è piaciuta molto ed abbiamo voluto anche noi dare un piccolo contributo alla loro diffusione.

Di seguito tutto quello che c’è da sapere su “Cacciatore di graffiti” e la mostra “Reazione in catena”.

Il 30 luglio 2007
Esce in prima sul quotidiano IL MATTINO di Napoli l’ articolo-intervista al ” CACCIATORE DI GRAFFITI” il fotografo Augusto De Luca ha parzialmente scollato dalla città i più bei graffiti dei writers partenopei, manifesti e tags di varie forme e dimensioni, lo ha fatto per due anni raccogliendo più di 200 opere che fanno bella mostra nella sua casa. Tra i suoi trofei numerose opere di IABO.
10 OTTOBRE 2007
IABO dopo una serie di interventi urbani, decide di cogliere in flagrante “IL CACCIATORE DI GRAFFITI” e filmarlo durante le sue azioni.
16 NOVEMBRE 2007
Si inaugura all’ interno degli spazi della napoletana NOTgallery la personale di IABO, dal titolo REAZIONE IN CATENA , la mostra nasce dall’ incontro-scontro con “IL CACCIATORE DI GRAFFITI” per il vernissage, IABO ha architettato
una performance vagamente fetish, nella quale da vittima diventa carnefice
e rinchiude in una gabbia il “collezionista” abusivo, ammanettato e attorniato da
irraggiungibili manifesti sparpagliati sul pavimento.
Ecco a voi una gallery ed il video realizzati per l’occasione dagli autori che documentano i momenti più interessanti della loro performance.

svgallery=reazioneincatena

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rV2DbySxkQY[/youtube]

Riportiamo di seguito anche un interessante articolo pubblicato su Exibart a cura di Mara de Falco sull’opera di IABO e Augusto De Luca.

Azione, riflessione, reazione. Work in progress in tre atti. L’antefatto è raccontato nel video che accoglie gli spettatori all’ingresso. Due i protagonisti: Iabo (Napoli, 1980), munito di guanti, spray e stencil prepara uno dei “manifesti urbani” che da tempo arredano i muri della città come impronte grafiche del suo passaggio notturno; Augusto De Luca, noto fotografo partenopeo col vezzo del collezionismo, armato di scala e di santa pazienza, scolla i “pezzi” che da un paio d’anni rimpolpano la sua raccolta. Operazione su cui si fonda l’intera mostra, giocata fra installazione e performance. Loschi individui -sculture a grandezza naturale- con tanto di torce, funi e passamontagna, sono cristallizzati nell’attimo in cui ripuliscono le pareti della galleria. Il bottino è ingombrante e cospicuo. Lucidissimi quadri in plexiglas su cui si delineano piatti profili maschili dall’aria imbronciata. Severità amplificata dai baveri tirati in su, fregiati di simboli poco rassicuranti: teschi, saette e perfino un’Italia ribaltata e ferita, unico, scarlatto tocco cromatico suggerito da Luciano Fabro.
Il resto è rigorosamente in bianco e nero. Nero, come l’umore dell’artista che -sentitosi depredato di ciò che è destinato al godimento collettivo- decide di reagire, sequestrando “il cacciatore di graffiti”. Rapitore e ostaggio irrompono dalla scalinata. De Luca è trascinato in gabbia e incatenato dall’artista stesso.
Ormai inerme, il “mariuolo” non può più accaparrarsi i poster che si trovano oltre la rete e, così, non gli resta altro che fotografarli. La performance è l’epilogo della lunga ed elaborata meditazione di Iabo sull’esigenza d’importare nel circuito artistico l’esperienza creativa maturata al di fuori di esso.
L’obiettivo è sgominare l’anacronistica idea di fare arte attraverso modalità operative lente e intimiste da cui deriva una fruizione inevitabilmente elitaria. “L’arte deve confrontarsi con la produzione mondiale. Non è più pensabile, attualmente, porsi di fronte al cavalletto e dipingere la propria sporadica tela”. È quindi necessario un approccio più energico. L’artista deve conquistare spazi sempre più ampi, avvalersi di metodologie produttive veloci e indirizzarsi a un pubblico allargato. Con un occhio, però, sempre puntato sulla qualità: “L’arte è nutrimento, cibo destinato a sfamare menti digiune. Non ha senso continuare a rimpinzare quelle obese”. Affermazione che chiarisce la sua pulsione a intervenire creativamente in strada, luogo di tutti e di nessuno.
Ora però i tempi sono maturi affinché quelle dinamiche si estendano da un contesto ufficioso a uno ufficiale. Nel frattempo Iabo continua a sperimentare metodi e strumenti comunicativi che rendano attuabile lo scarto. Una ricerca che si muove sinergicamente fra il virtuale e l’analogico, protesa a dare corpo al suo “democratico” immaginario visivo. Innovativa e imprevedibile, non delude le aspettative. Dunque, the show will go on.

Articolo di Mara de Falco pubblicato su EXIBART

Per chi volesse approfondire, vi segnaliamo i link delle pagine su myspace di IABO ed Augusto de Luca

www.myspace.com/iaboindustrius

www.myspace.com/augustodeluca

MEDIATERRAE VOL.1 –parte II

Febbraio 9, 2008

Mediaterrae1

Abbiamo voluto ripubblicare la recensione su Mediaterrae aggiungendo due video tratti dal DVD “Mediaterrae Vol.1″ ed una galleria fotografica del progetto, poichè riteniamo che questo genere di iniziative meritino la giusta visibilità e supporto poichè hanno la capacità di catalizzare le forze migliori sul territorio, promuovere in Italia e nel mondo luoghi, storie e culture altrimenti destinati all’oblio.

“MediaTerrae Vol.1 – Irpinia Electronic Landscape” è sia un evento di promozione culturale e territoriale che una produzione Audio\Video prodotta e realizzata dal Gal Verde Irpinia in collaborazione con la film commission Media Terre. Il progetto si propone come un appuntamento programmato per discutere dello stato dell’arte della produzione audio-video in\per il territorio irpino, proponendo di anno in anno nuove tematiche, nuove visioni del territorio, quindi nuovi volumi. La prima edizione\produzione MediaTerrae prevede un progetto di residenza artisti,
“ Artist in Residence”, un documentario ed un evento dal vivo :
14 artisti audio\video nazionali e internazionali saranno ospitati in alta Irpinia per la
durata di cinque giorni (19/23 febbraio). Scopo del progetto di residenza è quello di fornire agli artisti impegnati una conoscenza tale del territorio da costituire una sufficiente base creativa per la realizzazione di 7 tracce audio\video da inserire insieme ad un documentario dell’intero
evento nel dvd “MediaTerrae vol.1 – Irpinia Electronic Landscape”, che verrà successivamente
prodotto e distribuito gratuitamente (tiratura 10.000 copie) in allegato al numero di luglio/agosto della rivista Blow-Up. I partecipanti trascorreranno alcuni giorni nel piccolo centro irpino di Montemarano, in occasione del Carnevale Montemaranese, suggestivo rituale ancestrale e vero e proprio fenomeno culturale di assoluta peculiarità, mentre la crew di MediaTerrae seguirà gli artisti per facilitare le operazioni di documentazione della festa popolare (video, audio, testo) necessaria alle successive produzioni. Infine, come ideale momento di chiusura della prima fase del progetto, è prevista la realizzazione di un evento live, denominato “MediaTerrae Night”, che avrà luogo venerdì 23 febbraio presso il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino (ingresso gratuito),
dove sarà possibile assistere dal vivo alle performance di alcuni tra gli artisti coin volti nel progetto, che forniranno durante il live act una serie di anticipazioni sulla propria personalissima rilettura del Carnevale Montemaranese e dell’esperienza vissuta in territorio irpino. La produzione artistica dell’intero progetto è affidata al festival internazionale di new arts Interferenze in collaborazione con Soundabbast – booking e management, con la produzione esecutiva ed autoriale di Ufficio Bifolco. Curatrice della sezione video del progetto è Valentina Tanni.

Foto a cura di Federico Iadarola – vai al sito

svgallery=mediaterrae
Gli artisti che si esibiranno durante la “MediaTerrae Night” sono:
Rechenzentrum, Deadbeat + Niko Stumpo, Burnt Friedman & Jaki Liebezeit + Anders
Weberg & Robert Willim. La lista degli artisti presenti in Irpinia e coinvolti nel progetto prevede invece l’intervento di: Burnt Friedman + Jaki Liebezeit, Rechenzentrum, Deadbeat, Zavoloka, Populous, Retina.it, Marco Messina (audio); Bianco-Valente, Anders Weberg & Robert Willim, Niko Stumpo, Alex Dragulescu, Riccardo Arena, Jeffers Egan (video).
Ulteriori notizie presto su www.mediaterrae.com

Di seguito il video della performance tenutasi al teatro Carlo Gesualdo di Avellino.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=NgszfTbObVk[/youtube]

Video tratto dal DVD “Mediaterrae” – dal titolo “Tutte le anomalie del tempo verranno regolate

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=gFcZni0wuxM[/youtube]

Video tratto dal DVD “Mediaterrae” – dal titolo “Irpinia, I dream of you

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=oksfiGeagAc[/youtube]

Meet2bizshop, il salotto creativo

Febbraio 1, 2008

foto Meet2bizshop

M2B è un salotto creativo, nato da un progetto di interscambio tra giovani artisti e professionisti, è una reale opportunità di promozione/sviluppo di contatti e di progetti creativo commerciali.

M2B è uno spazio aperto di incontro-confronto, che risponde alla forte richiesta/esigenza di spazi e opportunità di espressione non censurate dall’omologazione, si pone come un blog non virtuale!

M2B produce aggregazione di persone e realtà autonome che non si riconoscono nell’offerta conformata nel campo dello stile, del divertimento e delle relazioni; ha un valore aggiunto fondamentale: una struttura organizzativa giovane e dinamica che intende promuovere e “commercializzare” produzioni di artisti e realtà indipendenti (marchi) costantemente selezionati.
Professionalità, ricerca, originalità e qualità sono il minimo comune denominatore di un network dove la moda, il design e l’arte in tutte le sue forme si fondono in nome dell’autoimprenditorialità e della collaborazione .

M2B è un alotto creativo all’insegna della contaminazione. Spazio di incontro non convenzionale sia virtuale che reale, progetto di interscambio tra artisti, creativi e professionisti di diversi settori.Professionalità, ricerca, originalità e qualità sono il minimo comune denominatore del network che ha come riferimento questo salotto dove la moda, il design e l’arte in tutte le sue forme si fondono per lo sviluppo di iniziative e attività in ambito privato, pubblico, commerciale o no profit. Con una forte propensione all’internalizzionalizzazione promuove il gusto e lo stile made in Italy nell’ambito dell’arte, della comunicazione e dell’eventistica offrendo una reale opportunità di servizio, informazione, promozione, sviluppo di contatti e progetti creativi.

M2B è un contenitore, un raccoglitore di contenuti selezionati –info e creazione format x contenuti web, radio, tv, press, etc.. E’ riferimento per pubblico e aziende che sono alla ricerca di un contatto reale e “senza filtri” con il mondo della creatività, alla ricerca di ciò che sarà moda-tendenza ma che ancora non lo è perché ora è antimoda o trend di nicchia, è quindi un “cool hunter” di relazioni, persone, progetti e fermenti che nascono spontaneamente mantenedo integra la propria identità contro l’imperante appiattimento degli stili.

M2B è una fucina creativa, sviluppa progetti pilota che vivono autonomamente, format ed eventi anche itineranti, collabora allo sviluppo di progetti terzi ad alto tasso di creatività, fornisce servizio di consulenza per dare supporto allo sviluppo della creatività di giovani designer ed artisti e realizza progetti su commissione attraverso laboratori creativi; è riferimento per la selezione di professionalità particolari che soddisfino le specifiche esigenze dei clienti. Dispone di un database di artisti e professionisti del settore moda, design, muica e arte in funzione di qualità e originalità. Svolge attività di management con o senza esclusiva.

M2B è un network che sfrutta canali underground targettizzati e ottimizzando gli input creativo-comunicativi delle diverse “tribu globali” a seconda delle tipologie di evento, prodotto. Presupposto a tutto ciò è la convinzione che il motore di un mercato sia la relazione, e quindi M2B ha come obiettivo primario favorire un movimento costante di libero confronto e incontro tra divertimento e cultura. Strumento fondamentale è il portale interattivo per facilitare l’incontro tra “domanda e offerta creativa” con un forte supporto di informazione e servizio con una forte componente interattiva: proposta contest, incontri tematici e sviluppo progetti “multidisciplinari”, scambi esperienziali nazionali e internazionali.

M2B è uno spazio fisico dove fare mostre, concerti, performance, presentazioni, eventi tematici, workshop formativi, incentrati sull’esperienza e l’interazione.

M2B è uno showroom che affitta spazi a marchi e artisti e vende direttamente produzioni di marchi “associati” di cui è licenziatario con o senza esclusiva. Tutto l’arredamento è in vendita e in continuo cambiamento.

M2B è un caffè-ristorante, dove condividere tempo e creatività, anche culinaria. Con spazio per appuntamenti di lavoro e spazi sia per tempo libero e fruizioni di prodotti culturali. E’ un punto di contatto per le tribù urbane internazionali, a cui da la possibilità di confrontarsi, sulla base delle diverse radici espressive, accomunate dallo stesso linguaggio sperimentale. M2B si preoccupa di promuovere le caratteristiche peculiari dei singoli “mondi culturali” di provenienza, enfatizzandone il valore aggiunto nel rispetto dei trend transnazionali.

M2B for business:
Facilita la traduzione dal “Linguaggio globale in linguaggio locale” di concept e progetti strategici. Fornisce una ricercata selezione di produzioni, creatività e eventi traducibili a seconda del target e degli obiettivi strategici con ottimizzazione di budget e risorse. Fornisce contenuti, informazioni tecnico-logistiche per creare piattaforme e format di infotainmant, oltre a portali web, web tv, web radio. E’ un punto di riferimento fisico per “e-sperimentare” la cultura e la creatività locale partendo dalla relazione con persone fisiche con cui si condividono passioni, interessi e progetti.

svgallery=m2b

24 GRANA “ghosthwriters”

Gennaio 31, 2008

copertina album “ghosthwriters”

Ghostwriters……scrittori senza volto, narratori sconosciuti di storie che ogni giorno ci accadono sotto gli occhi o solo nella nostra mente……storie che raccontano il disagio, l‟amore, il sangue…la speranza. Nove storie che “il cardillo” Francesco Di Bella, ascolta mentre vola nella “risacca del cielo” di una grande metropoli occidentale, storie tradotte nei versi e nelle musiche che danno origine ai brani di questa nuova opera. Dopo quattro anni di silenzio discografico, i 24 Grana, Francesco Di Bella, Armando Cotugno, Renato Minale, Giuseppe Fontanella, pubblicano per la loro storica etichetta il quinto lavoro in studio dopo “Loop”, “Metaversus”, “K album”e“Underpop”. Semi ignorati dalle radio e dalle televisioni, i 24 Grana, giunti al decimo anno di attività, continuano ad essere uno dei gruppi più richiesti per concerti, dimostrando con i fatti che esistono, per fortuna, ancora tantissime persone che sanno scegliere con la loro testa. A questo pubblico, principalmente i 24 si rivolgono con il loro nuovo CD, cioè a chi è ancora disposto ad ascoltare la musica, a dedicare un po‟ di tempo per cercare di capire……e farsi coinvolgere. . Nove brani inediti, due in italiano, realizzati con la produzione artistica di Daniele Sinigallia, (Riccardo Sinigallia, Niccolò Fabi, Marina Rei, Angela Baraldi ….) registrati, per la prima volta in “trasferta” a Roma, circondati e coccolati da tanti amici e collaboratori.
Amici che hanno arricchito il Cd del loro contributo come Riccardo Sinigallia in “Avere una vita davanti”, Marina Rei in “Smania „e cagnà” e Filippo Gatti in “Le Verità” come Max Gagliardi, figlio del grandissimo Peppino, che ha suonato il piano ed ha scritto le parti per gli archi, come Claudio Martinez che ha fatto splendide foto e ha suonato l‟armonica in “Accireme”. “ghostwriters” è stato prodotto da La Canzonetta record, pubblicato da SINTESI 3000 e sarà distribuito dalla Self. Esclusivamente On Line (www.lacanzonetta.it) sarà possibile acquistare in tiratura limitata, il CD con allegato il libro realizzato da Roberto Amoroso con i nove brani tradotti in emozionanti immagini; sarà anche possibile, sempre On Line l‟acquisto dell‟ edizione in vinile (500 copie). TRACK LIST: Luntano L‟Alba Avere una vita davanti Carcere Accireme Smania „e cagnà Lacreme Le verità Sbaglio „e parole

COME QUANDO FUORI PIOVE

Gennaio 26, 2008

locandina film

“Come quando fuori piove”: un fenomeno meteorologico, un’espressione tipica del gergo del poker o…il nuovo lavoro cinematografico della “Quartiere production”. Più che di una casa di produzione vera e propria stiamo parlando di una sorta di collettivo costituito da un gruppetto di amici del “Quartiere” (nella fattispecie Secondigliano, periferia di Napoli) che un paio d’anni fa ha iniziato per gioco a girare dei brevi filmati, del tutto improvvisati e destinati alla ristretta cerchia degli amici più cari.

Queste prime, piccole produzioni amatoriali dei ragazzi del “Quartiere”, nonostante fossero ancora piuttosto grezze erano intrise di quell’estro e di quell’ironia che, per chi cresce in zone “difficili” come Secondigliano (o come i tanti “Quartieri” di questo mondo), rappresentano delle armi che, a differenza di quelle degli uomini di mal’affare con cui ci si trova a “condividere il territorio”, consentono di tirare avanti in una realtà complicata senza ferire alcuno, anzi, facendo ridere ed al contempo riflettere.

Col passare del tempo però, nonostane alcune defezioni importanti, la “Quartiere production” ha proseguito il suo lavoro e, grazie anche all’innesto di nuovi partecipanti al progetto (non tutti originari del “Quartiere” ma vicini ad esso come spirito e mentalità) ha continuato ad andare avanti: le videocamere digitali da quattro soldi inizialmente utilizzate sono diventate telecamere “da otto soldi”; le scenneggiature decise al momento e “tramandate a voce” sono divenute molto più acccurate e finalmente messe nero su bianco; gli attori, sempre non professionisti scelti tra la cerchia degli amici e dei conoscenti, hanno iniziato ad acquisire un minimo di esperienza e di professionalità; si è iniziato a lavorare su di un lavoro di regia e di montaggio più accurato del semplice limitarsi a riprendere le scene così come vengono.

E’ con questi presupposti che nel 2005 è nato il lungometraggio “Aspettando…”, ed è su questa strada che la “Quartiere production” ha proseguito quando si è cimentata nella realizzazione di “Come quando fuori piove”, una produzione che, pur rimanendo nell’ambito dell’amatorialità, si rivela molto più matura delle precedenti. Nel film (della durata di circa un’ora e mezzo, quindi ben più del solito corto) si alternano le immagini di una partita di poker alle vicende personali dei quattro partecipanti, ognuno con una sua particolare psicologia e con un suo peculiare modo, quasi stereotipato, di affrontare il gioco del poker (e con esso la vita). Ma gli stereotipi, si sa, rappresentano delle semplificazioni del modo di comportarsi di una persona, e purtroppo (o per fortuna?) non sempre le cose vanno nella maniera più ovvia.

“Come quando fuori piove” presenta degli spunti di approfondimento interessanti, uno su tutti la sua particolare colonna sonora, una sorta di “progetto nel progetto”. I brani che potrete ascoltare nel film, infatti, appartengono esclusivamente ad artisti indipendenti, la maggior parte dei quali provenienti dalle varie realtà partenopee: si va da gruppi che hanno già calcato palcoscenici importanti, anche al di fuori del territorio nazionale, ad artisti alla loro prima demo autoprodotta.

La stato di “emarginazione” ed esclusione dai grandi circuiti di comunicazione della musica indipendente è ben conosciuto ai curatori della colonna sonora, il regista Marco Verze ed il suo collaboratore Pierfrancesco Patrisso (entrambi musicisti dilettanti ed essi stessi autori della title-track denominata appunto “Come quando fuori piove”), i quali ben volentieri hanno preso l’iniziativa di promuovere, nel loro piccolo, questa realtà a loro così cara fondendola in maniera inscindibile al progetto cinematografico e creando i presupposti per un ampliamento degli orizzonti della “Quartiere production”, in parte già realizzatosi grazie alle collaborazione con gli “Gnut” (formazione folk-jazz-rock campana già esibitasi su palchi importanti quali quello di “Arezzo Wave”), e che ha dato vita ad un videoclip, alle riprese di una loro esibizione live e ad altri progetti di fusione tra musica e video.

Insomma, “Come quando fuori piove” dimostra che, come si evince dallo svolgimento della trama e come suggeriscono le liriche della title-track, “tutto può succedere”, ed anche un progetto a basso costo (in termini di investimento di denaro ma non di risorse umane) può produrre risultati che vanno aldilà delle semplici apparenze…buona visione!!!

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Raccontami una storia, il teatro fatto in salotto

Gennaio 16, 2008

foto “Raccontami una storia”

“Mi racconti una storia?”
Chi puo’ dire di non aver fatto nella sua vita centinaia di volte questa richiesta, figurandosi nell’attesa della risposta le fantastiche immagini delle sue fiabe preferite…
“Dai, un’altra storia!”
Chi puo’ negare di aver rivolto per anni questa supplica con gli occhi gia’ appesantiti dal sonno, ma il cuore emozionato per le sensazioni suscitate dalla favola appena ascoltata, con la speranza di udierne un’altra prima di chiudere gli occhi…
Chi ripensandoci non e’ ancora in grado di sentire il piacere segreto, ma innegabile, intenso e sottile provato ogni volta in cui ha sentito pronunciare “C’era una volta…”?
Salotto Raccontamiunastoria e’ l’invito a gustare ancora questo piacere, a condividerlo con gli altri, a trasmetterlo a chi si incontra. In occasione della festa di Halloween 2005 Angela, Giulia e Paola inaugurano a Roma “Salotto Raccontamiunastoria”, un’incontro che grazie all’entusiasmo dei partecipanti si trasforma subito in un appuntamento mensile.
Le tre attrici ricevono gli ospiti in un salotto romano, messo a disposizione di volta in volta da uno dei partecipanti, offrendo a tutti un bicchiere di vino e qualche stuzzichino salato.
Tutto contribuisce acreare un’atmosfera accogliente e rilassata:il salotto decorato secondo il tema della serata, la luce delle candele, la musica di sottofondo, le sedie e i cuscini disposti in cerchio su cui prendere posto. Quando tutti si sono sistemati comodamente e hanno vuotato il loro bicchiere, inizia la magia, per la prima volta si sente “C’era una volta…”.
E’ come il primo waltzer di uan festa da ballo. La voce di Angela, Giulia o Paola inizia a raccontare una storia, una storia di fantasmi per la serata di Halloween, una fiaba della buona notte per quella dedicata ai “Racconti del cuscino”, una storia d’amore in occasione di S. Valentino… e quando il ghiaccio e’ rotto, ognuno dei presenti puo’ raccontare la propria storia sul tema della serata, una favola che conosce dalla sua infanzia oppure una storia completamente inventata, un racconto letto in precedenza o una leggenda sentita chissa’ quando e chissa’ dove… Un solo divieto:durante la serata e’ proibita la carta scritta, ma ciascuno e’ invitato a raccontare con parole sue, anche qualora volesse riportare la trama della Divina Commedia. Dopo le prime storie ci si riscalda con una tisana o rinfresca con una bevanda ghiacciata a seconda della stagione, assaporando i dolcetti preparati da Angela Giulia e Paola per l’occasione e quindi si riprende a raccontare e ad ascoltare… come nei tempi antichi attorno al fuoco… gustando il piacere di far danzare la fantasia attraverso le parole, di costruire immagini proprie delle storie degli altri e di regalare quelle del proprio racconto.
A fine serata ci si saluta con le ultime favole della buonanotte, sorseggiando i liquori aromatici appositamente preparati da Giulia.

“As many there are stars in the sky, there are stories to tell…and every story is a gift”
“Quante sono le stelle del cielo, tante sono le storie da raccontare…ed ogni storia e’ un regalo” (Shan Stephens, fondatrice di Cafe’ Credo.)

Il gruppo Raccontamiunastoria prende ispirazione per questa iniziativa da Cafe’ Credo, attivita’ analoga svolta a Londra con grande successo gia’ da diversi anni dal gruppo Credo Storytelling Trust , con incontri mensili nei Caffe’ della capitale Inglese durante il loro giorno di chiusura e dopo aver partecipato piu’ volte con grande divertimento all’edizione inglese decide di inaugurarne una versione italiana trasportandola nella calda atmosfera dei salotti.
La formula del resto e’ adattabile a qualsiasi spazio all’interno o all’aperto dove sia possibile creare un’atmosfera piacevole e accogliente e dove ci sia la possibilita’ di riunire un gruppo di circa 20 persone.

Oltre alla propria edizione mensile di Salotto Raccontamiunastoria, Angela, Giulia e Paola organizzano Salotti a richiesta ovunque in Italia, per chiunque voglia assaporare il piacere di ascoltare e raccontare storie con i propri amici o nel proprio circolo o locale ovunque in Italia e per l’occasione, oltre alla propria esperienza di narratrici, mettono a disposizione anche la loro arte nel decorare gli ambienti a tema e nel preparare dolci e liquori, rigorosamente a tema con le storie, per allietare la serata.
E’ inoltre possibile richiedere Salotti in cui gli ospiti ascoltino un repertorio di storie delle tre attrici senza intervenire direttamente raccontando.

So Quiet by Peak

Gennaio 5, 2008

copertina “So Quite Ep”

“So quiet ep” è la prima pubblicazione a nome Peak per la netlabel Aquietbump. L’album è un’esplorazione tra sonorità dub e landscape music ispirata dai paesaggi dell’entroterra del sud italia.

Nato nel 1976 nell’entroterra dell’appennino meridionale, Paolo Picone aka Peak comincia la sua attività musicale nel 1991, all’età di 15 anni come batterista. Nel 1995 approccia alle prime produzioni attraverso l’utilizzo di campionatori, drum machine e midi sequencing e nel 2001 fonda il progetto Mou, definito dalla critica come una delle band di riferimento nel genere in Italia.
Nel 2002 parte l’attività livè che porterà Mou nei principali club e festival italiani quali Arezzo Wave, Leoncavallo, Officina99, Agricantus, con oltre 50 concerti in tutte le regioni italiane. Nel 2003 fonda l’agenzia di booking Soundabbast venendo così a contatto con artisti internazionali quali Burnt Friedman, Deadbeat, Retina.it, Rechenzentrum, MarcoMessina. Nel 2005 è coofonda-tore di AquietBump, etichetta di riferimento per la diffusione di digital dub e triphop.

La Aquietbump è una net label nata nel 2005 nel sud italia, e meridionali anzi irpine sono alcune delle band che compongono il suo ricco roster. Produce lavori multimediali che vanno dal trip hop, al dub, passando per l’hiphop. Molti webmagazine del settore hanno riconosciuto in Aquietbump, insieme alla tedesca jahtari, un importante punto di riferimento per quanto riguarda le ricerche sul dab/digital dub, lo dimostrano inoltre le numerose visite che l’etichetta sta registrando mensilmente sul proprio sito da tutta italia e dall’europa.

Tutti i lavori sono liberamente scaricabili secondo le regole del “creative commons license”.

Di seguito una traccia dell’album “So Quite Ep”

“Looking around (earl in the morning) “

[audio:AQBMP010 - PEAK - 01 - looking around (earl in the morning).mp3]

PFM – 35 anni di rock immaginifico – di Donato Zoppo

Gennaio 3, 2008

PFM - 35 anni di rock immaginifico - di Donato Zoppo

Il libro di Zoppo, per sancire l’essenza emanata dalla PFM, non resiste alla tentazione di aprire il “Tutto” avvalendosi di un esergo di Rumi. C’è una “rosa” che “narra” e, con un disinvolto approccio giornalistico, sviluppa un armonioso trattato sul gruppo ripercorrendone l’intera carriera. Capitoli imperniati sulla discografia e linguaggio articolato, dove seguendo criteri perlopiù comparativi trapelano ampi scorci sulle condizioni sociali e le panoramiche musicali che hanno contraddistinto i tempi. Largo uso d’inserti e aneddoti, comunque ben disposti, euritmici; c’è qualche ridondanza, ma riguarda solo le introduzioni. Si parte dal primo raduno beat del ’66, quello organizzato da Miki Del Prete a Milano e che, accanto a Giganti, Ribelli ed i più singolari New Dada, annovera anche la cover band di Quelli.

Siamo lontani da altri esordi, quelli psichedelico-melodici de Le Orme di Ad Gloriam o quelli più sperimentali e colti de Le Stelle di Mario Schifano, ma la strada dei rimaneggiamenti traccerà veri e propri gioielli addentrandosi nell’era progressiva: 21st Century Schizoid Man è un meno noto tassello della bravura e coesione strumentale di cui è capace la PFM (sigla tenuta a battesimo da Lake e Sinfield). Impressioni di Settembre sarà l’indelebile motivo di traino per tutto il progressive italiano, caratterizzata dal ritornello del moog e già pronta a sbirciare oltre i naturali confini per poi reincarnarsi in The world became the world. Sì, perché la PFM, prima di tutto, è italianità approdata altrove, in un mercato che, soprattutto negli anni Settanta, era invaso da produzioni anglo-americane.

Sarà proprio quando Le Orme tenteranno la strada del mercato inglese con Peter Hammill che i testi della PFM incontreranno Sinfield. Mentre Pagani farà da collante alle realtà di movimento e relativi festival (Parco Lambro etc.), il gruppo si barcamenerà tra Mamone, tentazioni americane e l’imperversante contestazione. Logiche di mercato, da quanto si evince, mietono la prima vittima: Piazza viene rimpiazzato da Djivas al basso, più adatto al ruolo per un pubblico d’oltreoceano. La stagione dei concerti americani avrà il suo apice con la stampa di Cook, un live per il mercato internazionale nella già consolidata egida della Manticore. Chocolate’s Kings, l’album successivo che introduce Lanzetti, è, probabilmente, l’optimum, frutto di omogeneità e grande maturazione. Risente, tuttavia, del vento che soffia, a partire dai testi, sì impegnati da riportare consensi verso l’imminente ’77 ma, forse, non del tutto digeribili altrove.

Uscirà negli States illustrato con una barra di cioccolato avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Sinfield, nonostante una certa propensione a “sinistra”, stenta a comprendere. Ma “la goccia che fa traboccare il vaso” col mercato statunitense giunge nel ’76, quando la PFM prenderà parte ad un concerto organizzato a Roma per conto dell’OLP. Con Jet Lag si apre al jazz rock, poi la formazione chiude il decennio consegnandosi agli anni Ottanta nell’inevitabile decadenza dovuta all’impatto con tutt’altra epoca e nuove tendenze. Tuttavia, prima di segnare il passo coi nuovi tempi, la PFM realizzerà un altro memorabile live, lo farà girando la sola peninsula con Fabrizio De André. Personalmente rinnegherò il gruppo fin dai tempi di Suonare Suonare, ma Zoppo tira dritto, tra ritratti e sincretismi, fino all’epilogo di Miss Baker: praticamente estraneo alle origini.

Gli anni Novanta e una rinnovata voglia di spaziare, portata avanti anche attraverso l’uso del digitale, desteranno ulteriori attenzioni verso il filone progressivo. Ulisse cercherà, a partire dal tema del viaggio, di ripercorrere strade perdute. Lo farà attraverso la collaborazione dei testi di Incenzo, autore anche di Dracula. Quest’ultimo è il coronamento di un sogno, quello di realizzare un’opera rock, decisamente pretenzioso e dove compare anche Ricky Tognazzi, mentre Serendipity, più proteso verso le sonorità del nuovo millennio, vedrà, tra gli altri, un’intraprendente Fernanda Pivano inserita nel progetto.

Mille storie in uno sguardo, Romaeuropafestival 2007

Dicembre 21, 2007

Shantel

Mi dicono che a Roma una serata concerto con ingresso a 25 € per vedere performare ottimi artisti che di solito suonano gratis o quasi, non va. Ed in effetti me ne rendo conto anche io, mio malgrado. Motivo aggiuntivo il freddo, che attanaglia la città e l’Italia intera.
Il posto è bellissimo, una fabbrica dismessa e ristrutturata senza troppe alterazioni rispetto alla struttura originale; all’interno tanti spazi dedicati alla “visual art,” musica sintetica, capoera, in un bel miscuglio.
E di gente ce n’è, anche se ho la sensazione che sia una serata di quelle in cui dilaga l’accredito stampa. Comincia il concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio ed è subito sapore d’Oriente, mi accorgo che guardando negli occhi dei più di dieci musicisti trovo le tracce della loro terra di provenienza. Le vedo, quelle tracce, e le sento nello strumento che suonano.
Bella energia davvero, e apprezzata da tutti i presenti che sono di tutte le età e di diverse nazionalità.
La seconda parte della serata è affidata alle mani di dj Shantel, tedesco di origine ucraina, che si presenta con una vera e propria band. E infatti, a differenza delle performance passate in cui era solo davanti ad un mixer a fondere tracce da cd, questa volta tocca a 5 musicisti salire sul palco e raccontare con il proprio strumento altre meravigliose storie. Il pubblico partecipa entusiasta e la Bucovina Orchestar fa un bel rumore, tutto al di sopra di ogni aspettativa, peccato solo che l’ampio spazio a disposizione sia per metà vuoto!
Andando via a fine serata mi convinco sempre più che abbassare i prezzi di concerti (e cd) vuole dire dare a tutti la possibilità di partecipare ad eventi belli come questo!

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