CORTISONICI08 > festival di cortometraggi > bando di concorso

Marzo 11, 2008 di dimigra

CORTISONICI08 > festival di cortometraggi > bando di concorso

CORTISONICI08 > festival di cortometraggi > bando di concorso

L’associazione culturale Filmstudio90 di Varese e Gruppo Ronzinanti
indicono la quinta edizione di CORTISONICI, festival di cortometraggi,
che si terrà nella città di Varese dall’11 al 15 marzo 2008.

Possono partecipare esclusivamente cortometraggi realizzati dopo il 1°
gennaio 2007.

Le opere inviate dovranno:
avere una durata massima di 15 minuti (inclusi i titoli di testa e di coda);
Le opere dovranno essere in lingua italiana o essere sottotitolate in lingua italiana.

La partecipazione al concorso è gratuita.
Le opere dovranno essere inviate entro il 20 dicembre 2007 (farà fede
il timbro postale) al seguente indirizzo:

CORTISONICI08
c/o Filmstudio90
Via De Cristoforis, 5
21100 VARESE

Regolamento e scheda di iscrizione >
http://www.cortisonici.org/2008/bando.htm

Sito cortisonici >
http://www.cortisonici.org

Cortisonici edizione 2007 >
http://www.cortisonici.org/2007/index.htm

CORTISONICI
rassegna di cortometraggi
usare senza nessuna cautela

CORTISONICI è un prodotto
Filmstudio90
Ronzinanti

TELEFON TEL AVIV

Marzo 8, 2008 di dimigra

foto “Telefon Tel Aviv”

Il duo composto da Joshua Eustis e Charles Cooper, originario di New Orleans ed oggi residente a Chicago, ha colpito da subito critica e pubblico internazionale con l’album d’esordio ”Farenheit Fair Enough”. Licenziato nel 2001 dalla Hefty, l’album rappresenta tuttora un capolavoro assoluto dell’elettronica, in grado di miscelare elementi glitch ed arrangiamenti orchestrali, ritmi trip-hop e melodie r’n'b. La stessa formula è utilizzata nel successivo lavoro “Map Of What Is Effortless”, che dimostra la rara vocazione del duo a far coesistere in maniera naturale ed originale l’astrazione delle architetture ritmiche tipiche dell’elettronica concettuale, con il calore ed il colore che da sempre contraddistinguono la tradizione musicale della città d’origine New Orleans.

workshop fotografia di scena Lucia Baldini

Marzo 8, 2008 di dimigra

logo “Officine Fotografiche”

In Scena – atto secondo:
LUCIA BALDINI (fotografa) incontra Giulia Odori (trapezista – acrobata)
SPECIFICHE TECNICHE

teorico-pratico
max 15 partecipanti
costo euro 110,00 (pranzi inclusi)
durata: 2 giorni
set in luce continua in location
consegna attestato di partecipazione

attrezzatura consigliata: macchina reflex digitale, obb. medio tele (es.: 28-135 su formato intero), ISO 400.
TURNI ED ORARI
turno unico inizio: ore 10:00 – fine: ore 18:00
I partecipanti effettuano delle riprese fotografiche in teatro prima dell’inizio dello spettacolo finalizzate alla realizzazione di un servizio fotografico di scena.

lezione teorica di 2 ore con video-presentazione
dimostrazione pratica delle impostazioni di ripresa in sala posa
ripresa fotografica individuale in location
analisi e selezione delle immagini con videoproiezione

Modalità di pagamento:
euro 110,00 all’iscrizione
Docente: Lucia Baldini
Con la partecipazione di Giulia Odori

DESCRIZIONE

Il workshop è il secondo di una trilogia, che si svolgerà da dicembre fino a maggio. Lucia Baldini costruirà un percorso finalizzato all’approccio intellettuale e pratico per una adeguata relazione che si pone tra l’Artista e il Fotografo nell’ambito della Scena. In base alla sua esperienza nel campo, guiderà gli allievi passo passo attraverso tutte le fasi della realizzazione di un servizio completo: dall’approccio emotivo e psicologico con l’artista alla ripresa fotografica in location finendo con la selezione del materiale realizzato, costruendo un percorso che attraverserà alcune delle possibilità espressive legate alla foto di scena
In questo caso l’incontro è con un’acrobata, trapezista, danzatrice. Il lavoro fotografico avrà come elemento centrale il corpo in movimento.

l workshop è improntato su una prima fase in cui la fotografa presenta e racconta la propria esperienza di fotografa legata all’ambito dello spettacolo, i progetti che sta costruendo in questo periodo e la modalità di approcciarsi all’opera creativa dell’Artista con cui si confronta.

Lucia Baldini visionerà i portfoli dei partecipanti per avere un dialogo più diretto con la tipologia e l’approccio di fotografie di ognuno dei partecipanti. I portfoli dovrebbero avere un unico argomento o comunque spaziare nell’ambito della foto di scena, possibilmente stampati e comunque con un numero di immagini non superiore alle 15 unità.

Ci sarà poi una fase pratica in cui si interagisce con un artista diverso per ogni laboratorio. In una forma di laboratorio ibrido, in cui chi fotografa oltre all’approccio, recepisce alcune informazioni legati al movimento teatrale alla corporalità e al modo in cui un fotografo deve rapportarsi all’azione teatrale e mimica. Si provoca un po’ il meccanismo dell’approccio del fotografo non professionista al palcoscenico, facendosi attraversare invece dalla difficoltà dell’artista di essere su un palco e di essere osservato.

PROGRAMMA DETTAGLIATO

sab ore 10:00 – iscrizione dei partecipanti
- apertura dei lavori
ore 11:00 – presentazione del lavoro di Lucia Baldini
ore 12:00 – visione dei portfoli

ore 13:00 – pausa pranzo

ore 14:00 – incontro con Giulia Odori
ore 16:00 – inizio riprese fotografiche

dom ore 10:00 – inizio dei lavori
ore 11:00 – analisi e visione delle immagini
ore 13:00 – fine dei lavori e consegna degli attestati

Z-Star

Marzo 7, 2008 di dimigra

foto lady Z

Soprannominata “Lady Z” da Terry Callier e gran parte dei suoi fans, Z STAR (si pronuncia Zi) è uno di quegli artisti che esprimono il massimo dal vivo.
La sua presenza, il talento, la spontaneità e la sintonia che stabilisce con il pubblico è qualcosa di unico e raro, doti che hanno ormai reso celebre la travolgente energia che sprigiona sul palco.
Incredibilmente difficile da “classificare” nelle recensioni, è stata paragonata a Meshell Ndegeocello, Bob Marley, Fela Kuti e Marlena Shaw. La sua infiammata ritmica AFRO-PUNK viaggia attraverso un caldo, suadente, armonioso panorama sonoro verso un oasi di SOUL JAZZ BREAKS. Meravigliosamente dotata di una voce profonda, suadente, capace di elevare lo spirito verso orizzonti lontani, Z* presenta il suo personale tributo al jazz, rivisitato con audacia e innovazione. La sua musica è una collezione intensa e appassionata di canzoni d’amore e vita metropolitana.

FENNESZ

Marzo 7, 2008 di dimigra

foto “Fennez”
Nato a Vienna, il producer e compositore austriaco vive da tempo a Parigi, città dalla quale trae ispirazione per le sue composizioni, realizzate in gran parte con chitarre ed un semplice notebook computer. Il suo originale stile, muovendo da una rigorosa ricerca classica e concettuale, fonde in complesse architetture digitali elementi di derivazione ambient e glitch. Artista in perenne movimento, da sempre votato all’improvvisazione ed alla sperimentazione, Fennesz ha dato vita ad una notevole serie di collaborazioni con alcuni dei più interessanti e talentuosi artisti della scena mondiale, come Ryuchi Sakamoto, Jim O’Rourke, David Sylvian, Sparklehorse e Mike Patton. Tra le sue principali produzioni: Hotel Paral.lel, FenneszPLAYS, Magic Sound Of Fenn O’ Berg, Plus forty seven degrees 56′ 37″ minus sixteen degrees 51′ 08″ , Endless Summer, The Return of FennO’Berg , Live In Japan, Venice.

Metti una sera al George’s

Marzo 6, 2008 di dimigra

Soffiano venti di terra sulla terrazza del George’s, il ristorante gourmet al sesto piano del Grand Hotel Parker’s di Napoli: nel mese di marzo prendono il via i “Giovedì del gusto: metti una sera al George’s”. Dai tavoli del ristorante, con vista mozzafiato sul golfo di Napoli, lo sguardo e il palato toccheranno le terre e i sapori del Cilento, di Gragnano, e ancora di Cetara e Sorrento. Sarà un viaggio di gusto e piaceri, guidato dallo chef Baciot che ha organizzato un calendario davvero goloso. Appuntamento il 6, il 13, il 20 e il 27 di Marzo per vere monografie del gusto. Ogni settimana un menù degustazione a tema. Ogni sera un’eccellenza campana. Il Pesce azzurro, la pasta di Gragnano, i carciofi e tutti i piatti della tradizione della Pasqua napoletana.

Costo di ciascuna serata con menù degustazione € 45,00 a persona, vini esclusi

“Corrispondenze di frontiera”- “Cavál-cávia”

Marzo 3, 2008 di dimigra

locandina “Cavàl Càvia”

Presso il Centro Hurtado (Viale della Resistenza, Polo Artigianale – Scampia, Napoli), per il ciclo “Corrispondenze di frontiera”, a cura di Pina Capobianco e Stefano Taccone, si inaugura “Cavál-cávia”, personale di Giacomo Faiella, sesto degli otto artisti chiamati a turno ad elevare il contesto storico, politico, sociale ed economico in cui si trovano ad operare a materia prima del loro lavoro. La mostra resterà aperta fino al 29 marzo ed osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato 9:00 – 13:00 mattina/16:00 – 20:00 pomeriggio.

L’iniziativa rientra nel progetto “Costruiamoci un orizzonte”, che ha come promotrice e finanziatrice la Fondazione Vodafone Italia congiuntamente alla Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli e la Compagnia di Gesù con il Centro Hurtado.

Il concetto di “frontiera” è definibile come limite che separa due ambiti distinti. Il territorio di Scampia, estrema periferia nord di Napoli costantemente sospesa tra legalità ed illegalità, tra le buone pratiche di vita sociale ed il totale disadattamento, luogo del vuoto e del pericolo,ma anche spazio per l’agire collettivo, costituisce una tipica “zona di frontiera”.

Giacomo Faiella evidenzia con il suo lavoro, in linea con il pensiero patafisico di cui si dichiara adepto, il carattere convenzionale di tutti i sistemi umani, additandone le eccezioni in grado di decostruirli. Negli ultimi tempi il suo interesse è particolarmente rivolto al sistema dell’economia. La scorsa primavera, in occasione del 1° Raduno Patafisico Partenopeo, ha infatti presentato l’Opificio di Economia Potenziale (OPECOPO), un laboratorio in cui si sperimentano tutte le forme di economia possibili ed impossibili. Con la presente mostra Giacomo rileva le analogie tra sistema metrico-decimale e sistema monetario, concetto efficacemente sintetizzato da una frase del poeta americano Ezra Pound: «Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri». Ma se i chilometri ci appaiono infiniti perché il denaro risulta sempre troppo poco?

Giacomo Faiella (Napoli, 1970), vive e lavora a Napoli

OBBIETTIVODONNA FOTOGRAFIA 2008

Marzo 2, 2008 di dimigra

locandina evento

Terzo appuntamento legato alle visioni al femminile. Questa edizione si contraddistingue per la scelta dei lavori che hanno come denominatore comune la RICERCA. Dal lavoro della Floris immagini con forte pathos di ricerca interiore alle immagini di ricerca dell’artista Susan Kammerer , per concludersi con la ricerca di approccio alle nuove tecnologie digitali nelle immagini di Diane Ducret con un lavoro in anteprima per l’italia che è stato presentato all’ultima edizione di Arles.

Officine Fotografiche da sempre sensibile alle problematiche sociali intende con questa rassegna dare spazio alle nuove tendenze al femminile, donne fotografe sempre più presenti in tutte le grandi manifestazioni, non una rassegna per dare spazio ma per confermare il ruolo sempre più attivo delle fotografe di pari passo come nei tanti processi di sviluppo della società contemporanea.

In This Time

Marzo 1, 2008 di dimigra

foto   Roberto Gatto  Daniele Scannapieco  Juan Oliver Mazzariello

Roberto Gatto ::drums
Daniele Scannapieco ::sax
Juan Oliver Mazzariello ::organo

L’inconfondibile groove di Roberto Gatto si fonderà con l’imprevedibilità dei fraseggi del sax di Daniele Scannapieco e con la magia dei suoni dell’organo di Julian Oliver Mazzariello.
Un progetto roboante e stimolante. Gli archetipi musicali jazzistici si andranno a fondere con le improvvisazioni dei tre artisti italiani. Il linguaggio del jazz tradizionale si amalgamerà con le espressioni più moderne in un’alternarsi tra la rieditazione di suoni e  nuove creazioni.

LINEE, BULLONI, FOGLI, MAMMUTH

Marzo 1, 2008 di dimigra

una foto dell’esposizione

Provate per un attimo a guardare dove mettete i piedi e scoprirete mille e più segni,
tracce lasciate da qualcuno mille anni fa o appena l’altro ieri

Da sabato 23 febbraio (inaugurazione alle ore 19.00) a domenica 16 marzo le Manifatture Knos di Lecce ospitano “Linee, bulloni, fogli, mammuth” mostra dell’architetto brindisino Azzurra Cecchini a cura di Maurizio Buttazzo, nata dall’interazione con il Knos e i suoi “abitanti”.

La mostra è partita dai disegni che giocano sulla linea e raccontano cose molte semplici: case, incontri, abbracci, volti, dialoghi, pensieri e parole. Le linee hanno incontrato il materiale e si sono trasformate in oggetto. Nella costruzione delle installazioni nulla è progettuale, tutto è molto istintivo e frutto della fantasia, proprio come un gioco.

Gli oggetti utilizzati sono tutti di riciclati trovati o arrivati nel Knos. Oggetti di ferro, pezze, stracci, porta lampadine, fusibili, fili elettrici, stoffa per vela, punte di trapano, chiavi, ingranaggi, mammuth, bulloni, viti, dadi, lime, martelli.

Oltre alle installazioni saranno realizzate dieci copie di quaderni di illustrazioni realizzate a mano, le prime dieci produzioni Manifatture Knos.

Azzurra Cecchini, nata a Brindisi, è un architetto ventinovenne che ama disegnare anziché scrivere. Ha studiato in Italia, Germania e Olanda. È da sempre attratta dal pavimento e dalle linee. Ha realizzato, insieme al fratello designer Michele, il progetto Smarrimento Kit. Ha firmato tre cortometraggi inseriti nella collettiva Fight for beauty che ha partecipato agli eventi collaterali della Biennale di Venezia nel 2007.

Ma chi ha detto che è più bello il mondo visto con il naso all’insù?

Provate per un attimo a guardare dove mettete i piedi e scoprirete mille e più segni, tracce lasciate da qualcuno mille anni fa o appena l’altro ieri. Ecologica, questa land art in miniatura prende da dove altri hanno abbandonato. Ha un tratto leggero quando sceglie il foglio e posa i suoi appunti sulle sedie, li regala a chi passa, come fosse un sorriso. È leggera come i suoi aquiloni progettati per volare basso, per correre a perdifiato.

O se vuoi può essere la trama di una sciarpa che solo un gigante può indossare, il gioco lungo un giorno a costruire e disfare solo per il gusto di riprendere tutto, di invitare a fermarsi solo cinque minuti. Non è solitaria ma si lascia influenzare, coinvolge, è collettiva in qualche modo.

È tante cose ma solo al Knos poteva nascere, perché a questo posto è dedicata.

Immaginarla vista dall’alto è pensare alle costellazioni, alle galassie, da vicino è un immaginario che distrae, si ingarbuglia e alla fine trova forma, un piccolo mondo dove muoversi in punta di piedi. Il materiale è lo spunto, il suo nuovo contesto l’opera, il tutto è il racconto di giorni trascorsi a cambiare continuazione punto di vista, la scoperta. Ecco che l’idea, fissata su quaderni per non scappare cacciata dai nuovi sogni, scopre la sua terza dimensione.

Chi ha detto che l’arte non possa essere una grande stanza dei giochi per chi non vuole dimenticare di essere anche un bambino?
Osvaldo Piliego